Secondo le stime nel 2019* si avrà una sostanziale tenuta della domanda con 10,3 milioni di ospiti per 67 milioni di presenze (+ 1% arrivi e + 0,6 presenze), per un fatturato di circa quattro miliardi di euro.

Per il settore del Turismo all’Aria Aperta l’avvio della stagione 2019 è stato disastroso. Il maltempo ha condizionato i mesi di aprile e maggio annullando le aspettative di partenza di una modalità turistica che dal meteo dipende fortemente. L’andamento di giugno e di luglio ha, fortunatamente, compensato in maniera quasi completa il gap e le prenotazioni per agosto indicano un periodo di piena occupazione delle strutture leggermente più lungo in molte delle aziende. Se il bel tempo dovesse perdurare, come lo scorso anno fino ad ottobre, ci si può aspettare una sostanziale tenuta dei risultati conseguiti nel 2018 ed in qualche caso un incremento, sia pure modesto.

Nel complesso si stima un incremento degli arrivi dell’1% (pari a circa 100.000 nuovi ospiti) ed un incremento delle presenze solo dello 0,6% (pari a circa 400.000 unità) pertanto alla fine della stagione in corso dovrebbero registrarsi 10,3 milioni di ospiti per 67 milioni di presenze. Il fenomeno, più arrivi che presenze già registrato nell’ultimo biennio, è la conseguenza diretta del perdurare della crisi economica che spinge gli ospiti a non rinunciare alla vacanza ma li porta a limitarne costi e durata.  Nel 2018 le 2.611 aziende del settore che offrivano 1.342.488 posti letto hanno fatto registrare 10.155.939 arrivi per un totale di 66.774.395 pernottamenti. Gli ospiti esteri sono stati 5.288.171 per 33.871.674 pernottamenti, con una permanenza media di 6,4 giorni, mentre gli italiani sono stati 4.867.818 per 32.902.721 presenze ed una permanenza media di 6,7 giorni. La spesa media pro capite è stata di circa 70 euro.

Quanto alla modalità infrasettoriale, un sondaggio condotto direttamente presso le strutture ha evidenziato che le aziende prevedono per la stagione in corso una maggiore richiesta di mobil home e lodge tent ed un decremento di richieste per piazzole libere ed attrezzate. Inoltre, gli imprenditori segnalano come problematici l’assenza di collegamenti e di servizi per i turisti diffusi sul territorio.

In ambito locale, le indicazioni raccolte confermano i trend locali registrati lo scorso anno ed in particolare:

nord-est, in aumento gli arrivi in Veneto e Friuli, stazionari o in lieve crescita in Trentino alto Adige ed Emilia Romagna, in genere riduzione o parziale tenuta delle presenze e del fatturato;

nord-ovest, in calo arrivi in Liguria, in lieve crescita in Toscana, tenuta per Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, per tutte le aree contenuta contrazione delle presenze;

centro-est, in aumento arrivi e presenze per Marche, Abruzzo, Molise e Puglia;

centro-ovest, in diminuzione arrivi e presenze per Lazio ed Umbria;

sud, tenuta arrivi per Campania e Basilicata, in diminuzione in Calabria arrivi e presenze;

isole in diminuzione arrivi e presenze in Sicilia, in aumento arrivi ed in tenuta presenze in Sardegna.

Si conferma la tendenza della domanda per una maggiore attenzione al territorio ed alla qualità ambientale dentro e fuori dalle strutture. In crescita la richiesta di vacanze esperienziali con sistemazione in contesti glamping o avventura. Circa la modalità si conferma la tendenza, consolidata in questi anni, con una prevalenza di soggiorni in bungalow e case mobili (il 50% delle presenze totali), insieme alla lieve crescita di ospiti con camper e roulottes (il 35% delle presenze), mentre resta in diminuzione la quota di ospiti in tende e dei così detti “stanziali” (15% delle presenze).

(*Elaborazione FAITA-FederCamping su dati ISTAT 2017 -2018)

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Nicolcarlo Genovese

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