Il settore del turismo all’’aria aperta in Italia

Il settore dell’open air, campeggi e villaggi turistici, ha registrato negli ultimi anni un contenuto ma costante aumento della domanda. L’’offerta open air italiana ha registrato mediamente nelle ultime stagioni turistiche circa 8 milioni di ospiti ed oltre 6o milioni di presenze.
La vacanza open air riscuote successo soprattutto tra i turisti italiani e dell’Est europeo. Il contatto con la natura, la possibilità di godere di servizi e confort, la bellezza e l’amenità dei luoghi che ospitano i campeggi ed i villaggi turistici italiani sono le principali motivazioni di scelta degli amanti delle ecovacanze.
L’offerta open air italiana è realizzata da 2510 aziende turistico ricettive che mettono a disposizione degli ospiti una capacità complessiva di 1.358.000 posti letto con  circa 43.000 addetti impegnati, per un fatturato di circa 2,7 miliardi di euro.

Nato in Italia nei primi anni del dopoguerra, il settore del campeggio ha conosciuto due significative stagioni di sviluppo, la prima verso la metà degli anni ’60 quando si è passati da campeggi piccoli e per lo più frequentati da ospiti stranieri a strutture più vaste ed articolate e la seconda sul finire degli anni ’70 quando, anche grazie al diffondersi di mezzi tecnici nuovi (caravan e camper) le aziende si sono moltiplicate ed hanno articolato e diversificato la loro offerta. Nell’ultimo decennio si è fatto strada un nuovo profilo delle aziende caratterizzato dall’utilizzazione di moderne e sofisticate unità abitative quali case mobili e bungalow che hanno ormai raggiunto circa un 35% del totale della domanda mentre è continuato il calo la domanda di tende e roulottes (richieste solo dai più giovani). Il dato indica come il profilo della domanda abbia in questi anni condizionato la struttura delle aziende che si sono orientate sempre più verso un modello di ospitalità caratterizzato da strutture immerse nella natura ma dotate di ogni confort (collegamenti wireless, schermi al plasma, condizionamento a pompa di calore ed arredi di qualità). Nell’ultima stagione dei circa 8 milioni di ospiti di campeggi e villaggi turistici il 43% ha alloggiato in case mobili con una permanenza media di 4,5 giorni e nuclei di 4 persone. In genere si tratta di famiglie con genitori al di sotto dei 40 anni e due figli preadolescenti o adolescenti. Sono invece prevalentemente italiani e con età superiore ai 50 anni gli ospiti che si spostano con veicoli ricreazionali, camper e roulottes. Circa le destinazioni, la stragrande maggioranza dei turisti all’aria aperta sceglie i campeggi in località marittime (70% del totale), della parte restante circa il 20% ha soggiornato nei campeggi di montagna. La spesa media pro capite si attesta a circa 50 euro al giorno.

Le strutture dell’open air in Italia

Le strutture ricettive all’aria aperta hanno subito radicali trasformazioni ed evoluzioni nel corso dell’ultimo decennio per adattarsi ad una domanda in continua evoluzione. Oggi la scelta di trascorrere le proprie vacanze in campeggio non è più motivata dalla economicità del soggiorno, ma dalla incredibile opportunità di trovarsi a stretto contatto con la natura con tutti i comfort di casa, lontani dal caos, dall’inquinamento e dallo stress anche nei periodi di maggiore affluenza delle strutture. In campeggio è anche più facile socializzare, condividere strutture o spazi porta gli ospiti a vivere in un clima disteso e di massima apertura alle nuove amicizie.

Oggi i campeggi italiani offrono sempre più un servizio orientato alla massima qualità, sono sempre di più le aziende certificate ISO 9002 per la gestione e ISO 14001 per la tutela dell’ambiente, un obiettivo quest’ultimo che ha da sempre avuto la massima attenzione dei nostri operatori , che curano e proteggono la natura all’interno delle proprie strutture, rispettandola affinché i clienti ed il territorio circostante ne possano goderne i benefici ed il piacere.

In tutte le strutture sono presenti attività interne di vendita al dettaglio non solo di generi alimentari, ma anche di abbigliamento, accessori per l’auto o per il camper, giocattoli, attrezzature per sport nautici. Oltre agli immancabili bar, ristoranti, pizzerie, pub, discoteche impianti sportivi e ricreativi, per le strutture meglio attrezzate, sempre più diffuse, è possibile usufruire di centri di bellezza con sauna, bagno turco, idromassaggio, o ancora gallerie di negozi e una variegata scelta di possibilità di ristorazione, dal fast-food alla cucina etnica o a quella internazionale. Il giro di affari di queste attività interne alle strutture può essere indicativamente valutato in circa 2.3 miliardi di euro.